hydro

Guida alle classi antieffrazione per infissi e serramenti

Una guida essenziale per comprendere i livelli di protezione di porte e finestre e scegliere la soluzione ideale per proteggere la propria casa.

Le classi antieffrazione sono uno strumento molto utile per valutare il livello di sicurezza di serramenti e chiusure, aiutando progettisti e utenti finali a scegliere soluzioni realmente efficaci contro i tentativi di scasso.

Cosa sono le classi antieffrazione?

Le classi antieffrazione indicano il grado di resistenza di infissi, porte, finestre, grate e sistemi di chiusura ai tentativi di effrazione. Si tratta di una classificazione tecnica stabilita da norme europee e utilizzata per misurare la capacità di un serramento di proteggere un edificio da metodi di scasso più o meno evoluti. Nello specifico, si tiene conto dei seguenti fattori:

  1. Resistenza meccanica del telaio, del battente, delle cerniere, dei punti di chiusura.

  2. Rigidità dei materiali e delle connessioni.

  3. Tempo minimo in cui un aggressore simulato non riesce a creare un'apertura utile al passaggio.

  4. Tipologia di utensili con cui l’attacco viene tentato.

  5. Comportamento sotto carichi statici/dinamici, che simulano spinta, urto e deformazione.

Nel corso dell’articolo offriremo una panoramica completa di questi fattori in base alla classe antieffrazione corrispondente.

Questa classificazione aiuta professionisti, installatori e clienti a confrontare prodotti diversi, selezionare il livello di sicurezza adeguato al contesto e garantire che la protezione offerta sia verificata tramite test certificati.

Che cos’è la certificazione antieffrazione?

I test certificati sono prove ufficiali svolte secondo norme europee per valutare la reale resistenza di un serramento ai tentativi di effrazione. Durante la certificazione, un campione del prodotto viene sottoposto a prove simulate che includono tentativi reali di effrazione manuale e con attrezzi più avanzati. Solo quando resiste entro i tempi minimi previsti, può ottenere la classificazione RC (Resistance Class).

In particolare, le verifiche previste si articolano in tre fasi:

  1. prova di carico statico secondo la norma EN 1628, durante la quale viene applicata una pressione crescente, che può arrivare a diverse centinaia di Newton, sui punti ritenuti più vulnerabili del serramento, come gli angoli, i dispositivi di chiusura e le zone che ospitano il vetro. Lo scopo è quello di valutare se, attraverso la sola forza meccanica e senza utensili, sia possibile deformare la struttura e creare un varco sfruttabile per lo scasso

  2. prova di carico dinamico descritta dalla EN 1629, che prevede l’impatto del campione con un corpo cilindrico o con un sacco pendolare del peso compreso tra 30 e 50 kg. Questo test simula urti, spallate e colpi improvvisi, consentendo di misurare la capacità dell’infisso di assorbire l’energia dell’impatto e di mantenere integra la propria struttura senza cedimenti critici

  3. prova manuale definita dalla EN 1630 rappresenta il momento più significativo: tecnici specializzati simulano un vero tentativo di effrazione utilizzando utensili adeguati al livello di resistenza da verificare e la procedura si considera conclusa quando viene ottenuta un’apertura utile al passaggio o quando termina il tempo massimo consentito. Questa fase fornisce la misura più realistica dell’effettiva capacità antieffrazione del prodotto.

Chi acquista un infisso certificato, ha quindi la certezza di ottenere un prodotto testato, verificato e conforme agli standard europei di sicurezza.

Classi antieffrazione e caratteristiche

La classificazione utilizzata in Europa è definita dalla UNI EN 1627, che stabilisce sei classi principali, dalla RC1 alla RC6, più le varianti RC1 N e RC2 N, pensate per test meno gravosi. Ogni classe definisce il tipo di attrezzi utilizzati durante il test, il livello di difficoltà dell’attacco, il tempo minimo di resistenza e la protezione offerta in condizioni reali.

Classe RC 1 N

  • Tempo totale di prova: Non specificato

  • Tipo di tentativo di effrazione: Scasso con violenza fisica (come calci, spinte o spallate).

  • Strumenti utilizzati: Nessun attrezzo (il ladro sfrutta unicamente la propria forza corporea).

  • Scenario tipico di intrusione: Un tentativo di scasso rapido, improvvisato e non mirato.

La classe RC1 N rappresenta il livello minimo di resistenza. In questo caso la prova non prevede l’uso di strumenti, perché l’intrusione viene simulata solo attraverso la forza fisica dell’aggressore: calci, spallate, spinte o tentativi di sfondamento improvvisati. Si tratta di una situazione tipica di furti occasionali non pianificati, in cui l’intruso non possiede esperienza né attrezzatura specifica e tenta un accesso molto rapido e poco mirato.

Classe RC 2 N

  • Tempo totale di prova: 3 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Tentativo con strumenti di uso comune, rapidi e semplici.

  • Strumenti utilizzati: Cunei, tenaglie, pinze, cacciaviti.

  • Scenario tipico di intrusione: Ladro occasionale, non esperto.

La classe RC2 N estende la resistenza a tentativi di intrusione che prevedono strumenti semplici e facilmente reperibili. Durante la prova l’intruso ha a disposizione attrezzi come cunei, pinze, tenaglie o cacciaviti, che utilizza per forzare l’infisso. Lo scenario simulato è quello del ladro occasionale, non particolarmente esperto, che tenta di sfruttare vulnerabilità immediate senza una pianificazione elaborata.

Classe RC 2

  • Tempo totale di prova: 3 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Uguale a RC2 N, ma con l'obbligo di utilizzare vetri P4A (antieffrazione) secondo UNI EN 356.

  • Strumenti utilizzati: Cunei, tenaglie, pinze, cacciaviti.

  • Scenario tipico di intrusione: Ladro occasionale che tenta anche lo sfondamento.

La classe RC2 offre lo stesso livello di resistenza meccanica della RC2 N, ma aggiunge un requisito specifico per i vetri: la prova deve essere eseguita utilizzando vetri P4A secondo la normativa UNI EN 356, predisposti per resistere anche ai tentativi di sfondamento. Lo scenario resta quello di un ladro non professionista, ma include la possibilità che cerchi di rompere il vetro oltre a forzare l'infisso con gli stessi strumenti: cunei, pinze, cacciaviti e attrezzi semplici.

Classe RC 3

  • Tempo totale di prova: 5 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Tentativo con aggiunta di strumenti più sofisticati.

  • Strumenti utilizzati: Piede di porco (lunghezza fino a 71 cm), cacciavite, martello.

  • Scenario tipico di intrusione: Ladro esperto, usa la forza e pianifica l'attacco.

Nella classe RC3 la prova riproduce l’azione di un intrusore più esperto, che utilizza strumenti più robusti e lunghi — come un piede di porco fino a 71 cm, ma anche martelli e cacciaviti più pesanti. Qui l’attacco è più determinato e organizzato, un’azione ragionata in cui l’intruso conosce i punti deboli della struttura e impiega maggiore forza e tecnica.

Classe RC 4

  • Tempo totale di prova: 10 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Tentativo da parte di un intrusore molto esperto con attrezzature elettriche.

  • Strumenti utilizzati: Trapano a batteria, sega (non elettrica), scalpelli, ascia.

  • Scenario tipico di intrusione: Banda organizzata, rischio elevato.

La classe RC4 entra in un livello di rischio elevato. La prova considera l’azione di un intrusore molto esperto, capace di impiegare una gamma più ampia di strumenti, comprese attrezzature manuali complesse e dispositivi elettrici portatili, come trapani a batteria, seghe non elettriche, scalpelli o persino un’ascia. Il tentativo di intrusione ipotizzato è quello di una banda organizzata che opera in modo sistematico e con un certo grado di professionalità.

Classe RC 5

  • Tempo totale di prova: 15 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Tentativo con attrezzi elettrici più potenti.

  • Strumenti utilizzati: Trapano elettrico, sega a sciabola.

  • Scenario tipico di intrusione: Professionisti dell'effrazione, rischio molto elevato.

La classe RC5 simula l’attacco da parte di veri professionisti dell’effrazione, che non esitano a utilizzare strumenti elettrici più potenti. Le prove prevedono l’impiego di trapani elettrici ad alte prestazioni e seghe a sciabola, con la capacità di creare aperture in tempi relativamente brevi. Lo scenario riflette un intervento altamente mirato, adatto a contesti dove la protezione deve essere molto elevata.

Classe RC 6

  • Tempo totale di prova: 20 minuti

  • Tipo di tentativo di effrazione: Tentativo con attrezzi elettrici ad altissima potenza.

  • Strumenti utilizzati: Trapano potente, strumenti angolari e levigatrici elettriche.

  • Scenario tipico di intrusione: Massima protezione (es. banche, gioiellerie).

RC6 è il livello massimo di resistenza previsto dalla norma. In questa classe si considera la capacità dell’intrusore di utilizzare strumenti elettrici ad altissima potenza: trapani professionali, utensili angolari, levigatrici e altri dispositivi in grado di esercitare forze significative. È il livello richiesto per ambienti critici come gioiellerie, banche, depositi di valori o infrastrutture con necessità di massima sicurezza.

Quale classe antieffrazione fa al caso tuo?

Come già detto, le classi antieffrazione servono per comprendere quale infisso o serramento sia adatto a un certo edificio collocato in una determinata zona più o meno sicura. Di seguito, abbiamo illustrato alcuni casi comuni per facilitare la scelta della classe antieffrazione più adatta al contesto:

  • Appartamenti in zone tranquille o ai piani alti RC1 N o RC2 N possono essere sufficienti.

  • Case indipendenti e appartamenti facilmente raggiungibili RC2 è oggi la soluzione consigliata come standard minimo per la protezione domestica.

  • Abitazioni in aree urbane o con beni di valore RC3 offre un livello di resistenza più robusto e adatto a scenari reali.

  • Uffici, negozi, ambienti a rischio medio-alto RC4 garantisce difesa contro attacchi più strutturati.

  • Banche, gioiellerie e attività ad alto rischio RC5 e RC6 rispondono ai requisiti di massima protezione.

La classe antieffrazione va sempre abbinata a vetri stratificati di sicurezza, ferramenta certificata e profili adeguati, perché ogni componente concorre alla resistenza complessiva del serramento.

Bonus Ristrutturazioni

Se ti stai chiedendo se la sostituzione o installazione di infissi antieffrazione possa beneficiare di un bonus ristrutturazioni, la risposta è positiva. Fortunatamente, questi interventi rientrano tra quelli che beneficiano del Bonus Ristrutturazioni 50%, una detrazione fiscale particolarmente vantaggiosa per chi vuole aumentare la sicurezza della propria abitazione. La normativa prevede infatti che siano detraibili le spese destinate alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi, tra cui:

  • serramenti certificati RC1–RC6

  • porte blindate

  • grate e inferriate

  • vetri antisfondamento

  • persiane e frangisole di sicurezza

  • sistemi di chiusura e ferramenta antieffrazione

A differenza dell’Ecobonus, il Bonus Ristrutturazioni non richiede requisiti specifici di trasmittanza termica (Uw): la detrazione è legata esclusivamente al miglioramento della sicurezza. La comunicazione ENEA è necessaria solo se l’intervento determina anche un miglioramento energetico.

Per progettisti, serramentisti e utenti finali, questa agevolazione rende più accessibile l’adozione di serramenti certificati e consente un investimento più strategico sulla protezione dell’edificio.

Infissi e serramenti antieffrazione Domal

Domal offre soluzioni in alluminio progettate per garantire sicurezza, resistenza, design e prestazioni elevate, con sistemi certificabili fino alle classi RC più richieste nel settore residenziale e professionale. I nostri infissi e serramenti presentano caratteristiche come:

  • profili in alluminio e acciaio con rinforzi antitaglio

  • vetri stratificati antisfondamento

  • ferramenta di sicurezza multipunto

  • sistemi testati secondo UNI EN 1627

  • possibilità di configurazioni certificabili RC2 e RC3

Una delle soluzioni più apprezzate in ambito residenziale è Domal TOP TB65, disponibile con certificazione RC2. Si tratta di un serramento in alluminio pensato per ridurre i tentativi di scasso con attrezzi manuali, grazie alla presenza di profili rinforzati, ferramenta di sicurezza e vetri stratificati.

La gamma Domal comprende inoltre soluzioni scorrevoli e sistemi finestra, tra cui Soleal NEXT, progettata per offrire protezione, luminosità e design minimale.

Indipendentemente dal modello scelto, ogni serramento Domal certificato antieffrazione viene accompagnato da una documentazione tecnica che specifica la classe RC ottenuta.

Potresti essere interessato anche a

Siamo qui per te

Contatta i nostri team per dare vita ai tuoi progetti!

Contattaci
hydro
Al vostro fianco per i vostri progetti