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Guida completa alle classi energetiche per edifici ed immobili

Come migliorare l'efficienza degli edifici per ridurre i consumi, aumentare il comfort e guidare la propria casa verso gli standard a energia quasi zero (NZEB).

Ottimizzare la classe energetica di un immobile significa investire in comfort, sostenibilità e risparmio, trasformando ogni abitazione in un sistema efficiente verso lo standard NZEB.

Cosa sono le classi energetiche

La classe energetica di un edificio è un indicatore sintetico che misura il consumo di energia primaria necessaria per soddisfare i bisogni standard dell'immobile, come il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda. Funziona in modo simile alle etichette energetiche degli elettrodomestici: una scala alfabetica che permette a colpo d'occhio di capire quanto una casa sia "energivora" o, al contrario, virtuosa.

Capire la classe energetica è fondamentale nell'ottica degli obiettivi europei NZEB (Nearly Zero Energy Buildings), poiché definisce il punto di partenza per ogni intervento di riqualificazione.

Definizione e importanza

Le classi energetiche degli edifici sono un sistema di valutazione dell’efficienza energetica di un immobile, che ne indica il consumo di energia per metro quadrato all’anno (kWh/m² anno). Le diverse classi - per l’esattezza 10, da A4 a G - ed i parametri tecnici per il loro calcolo sono stabiliti dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015, decreto attuativo del principale testo di riferimento, il D.Lgs. 192/2005.

L’importanza della classe energetica si riflette su tre pilastri fondamentali:

  1. impatto ambientale: ridurre i consumi significa abbattere le emissioni di CO2. Gli edifici sono responsabili di ricerca il 40% del consumo energetico globale; migliorare la classe energetica media degli edifici rappresenta dunque un passo fondamentale verso la decarbonizzazione

  2. risparmio economico: una casa con elevata classe energetica riduce drasticamente i costi in bolletta, dal momento che risulterà meno energivora e dunque sarà meno dispendioso riscaldarla o raffreddarla

  3. valore immobiliare: con l’avanzare delle direttive europee come la Direttiva UE 2024/1275 - nota come Case Green - che mira ad ottenere case energicamente auto-sostenibili, edifici appartenenti a classi poco performanti rischiano una rapida svalutazione. Al contrario, una casa efficiente rappresenta un asset sicuro ed appetibile sul mercato.

Per determinare la classe energetica di un immobile, il parametro chiave è l’EPgl (Indice di Prestazione Energetica Globale), espresso in kWh/m² anno.

Come viene calcolata una classe energetica

Il calcolo della classe energetica non è una semplice stima, ma un’analisi tecnica rigorosa effettuata da un certificatore abilitato tramite software certificati dal Comitato Termotecnico Italiano (CTI).

Gli elementi che incidono maggiormente sul calcolo sono:

  • l’involucro edilizio: la qualità di pareti, tetti e soprattutto defli infissi - ed in particolare la loro trasmittanza termica - impatta in maniera significativa sulle dispersioni di calore

  • l’esposizione dell’edificio e l’orientamento rispetto al sole: la possibilità di usufruire dell’irraggiamento solare incide sulle dinamiche termiche dell’edificio e sulla necessità di riscaldarlo o raffreddarlo

  • gli impianti: il rendimento della caldaia o della pompa di calore, così come la presenza di sistemi di termoregolazione o altri elementi di domotica, possono influire in maniera considerevole sulle performance dell’edificio

  • l’apporto da fonti di energia rinnovabile, come pannelli fotovoltaici o solari termici

Naturalmente sono disponibili diversi software online per il calcolo gratuito, ma questi sono utili solamente ad una stima indicativa. Ai fini legali e per l’ottenimento di eventuali sgravi fiscali è invece obbligatoria una apposita certificazione chiamata APE (Attestato di Prestazione Energetica).

La tabella delle classi energetiche

La scala energetica italiana è composta da 10 classi. Ecco una tabella riepilogativa di ciascuna classe per consumi e comfort abitativo:

Classe A4

  • Efficienza: Eccellente

  • Caratteristiche ricorrenti: Massimo isolamento, impianti a zero emissioni, fotovoltaico

  • Consumo stimato medio (EPgl): < 30 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: EP < 0,4

La Classe A4 rappresenta il massimo livello di efficienza raggiungibile oggi. Un edificio in questa classe consuma pochissima energia, poiché è progettato come un sistema ermetico e attivo. La trasmittanza termica delle strutture opache e trasparenti è ridotta ai minimi termini. Gli infissi hanno valori di Uw generalmente inferiori a 1 W/m²K. La copertura da fonti rinnovabili è di oltre il 60% del fabbisogno totale dell’edificio.

Classe A1 - A3

  • Efficienza: Molto alta

  • Caratteristiche ricorrenti: Ottimo isolamento termico, serramenti a taglio termico, pompa di calore

  • Consumo stimato medio (EPgl): 30-60 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: 0,4 < EP < 1

La Classe A3 è molto simile alla A4 e solitamente si distingue per una quota leggermente inferiore di integrazione di energie rinnovabili o per un isolamento leggermente meno performante, pur rimanendo nell’eccellenza. Sono solitamente presenti pompe di calore aria-acqua e sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, così come serramenti a taglio termico capaci di evitare ponti termici.

Le classi A1 e A2 rappresentano i livelli base dell’eccellenza energetica. Sono comuni nelle nuove abitazioni che non raggiungono la qualifica NZEB o in ristrutturazioni profonde ed importanti. L’edificio gode spesso di un ottimo isolamento da cappotto termico ed utilizza serramenti moderni che evitano la presenza di ponti termici.

Classe B

  • Efficienza: Alta

  • Caratteristiche ricorrenti: Buona coibentazione, spesso frutto di ristrutturazione

  • Consumo stimato medio (EPgl): 60-80 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: 1 < EP < 1,2

Il raggiungimento della Classe B è spesso l’obiettivo di chi ristruttura edifici degli anni ‘80 e ‘90. L’immobile presenta dispersioni limitate, con un involucro sano e ben coibentato. In fase di ristrutturazione si suole introdurre una caldaia a condensazione di ultima generazione, assieme a nuovi infissi. In alcuni casi l’introduzione del fotovoltaico è centrale nell’ottenimento della Classe.

Classe C

  • Efficienza: Discreta

  • Caratteristiche ricorrenti: Isolamento di base, caldaie a condensazione, serramenti moderni

  • Consumo stimato medio (EPgl): 80-100 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: 1,2 < EP < 1,5

La Classe C rappresenta un buon compromesso all’interno della scala delle classi energetiche. Si tratta del livello minimo per non incorrere in costi eccessivi di gestione. L’immobile presenta tipicamente isolamenti parziali e serramenti con vetro camera semplice.

Classe D

  • Efficienza: Mediocre

  • Caratteristiche ricorrenti: Tipica di edifici costruiti tra il 2000 e 2010. Presenza di spifferi

  • Consumo stimato medio (EPgl): 100-120 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: 1,5 < EP < 2

La maggior parte degli edifici italiani costruiti tra il 1990 ed il 2005 ricade nella Classe D. In questi casi l’isolamento è presente ma spesso insufficiente per i moderni standard di comfort, e gli impianti iniziano a mostrare i segni del tempo con inefficienze significative. Si tratta della prima classe critica, dove un piccolo upgrade può fare la differenza, ma dove per un vero salto è necessaria una ristrutturazione dei serramenti.

Classe E-F

  • Efficienza: Bassa

  • Caratteristiche ricorrenti: Edifici datati, impianti obsoleti, vetri singoli o infissi metallici freddi

  • Consumo stimato medio (EPgl): 120-160 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: 2 < EP < 3,5

In Classe E le bollette iniziano ad essere significativamente impattate dalle inefficienze energetiche dell’edificio. Sono tipicamente presenti murature con intercapedine, spesso non isolata, ed infissi con bassa tenuta all’aria.

La Classe F è tipica degli edifici degli anni ‘70 e presenta un’assenza importante di isolamento termico. I serramenti sono spesso in legno o alluminio senza taglio termico, con vetri singoli che agiscono come veri e propri ponti freddi. L’alta probabilità di formazione di muffe negli angoli e dietro i mobili, a causa della bassa temperatura delle pareti, è uno degli indicatori più evidenti di questa classe energetica.

Classe G

  • Efficienza: Pessima

  • Caratteristiche ricorrenti: Nessun isolamento specifico, mura fredde, elevati costi di gestione

  • Consumo stimato medio (EPgl): > 160 kWh/m² anno

  • Coefficiente EP: EP > 3,5

La Classe G è la più bassa della scala. Individua edifici privi di qualsiasi accorgimento per il risparmio energetico, con un indice EPgl superiore ai 160 kWh/m² anno. Gran parte del calore prodotto dalla caldaia viene in questo caso disperso direttamente verso l’esterno. Immobili di questo genere richiedono interventi radicali.

Capire i valori: il confronto tra valori assoluti e coefficienti adimensionali

È importante notare che sono stati riportati sia i valori assoluti che i coefficienti adimensionali. Questa discrepanza dipende dal fatto che il sistema di calcolo italiano è cambiato nel corso del tempo, in particolare a seguito del Decreto Requisiti Minimi del 2015.

Prima del 2015 le classi energetiche erano fisse. La classe A4 era per esempio definita con consumi inferiori a 30 kWh/m² anno. Per quanto intuitivo, questa definizione non teneva conto della posizione geografica, tanto che era teoricamente più facile per una casa a Palermo essere certificata A4 rispetto ad una a Bolzano, con clima più rigido.

Per questo motivo è stato introdotto quello che possiamo chiamare sistema dinamico, con i requisiti di classe che dipendono non solo dal consumo, ma dal rapporto tra la casa ed il suo Edificio di Riferimento (Edrif ), ovvero un modello virtuale dotati di componenti aderenti ai riferimenti di legge.

Ciò che ha effettivamente valore, dunque, è il rapporto tra i due consumi:

Coefficiente di classe energetica = EP_gl,nren,progetto / EP_gl,nren,rif

Il coefficiente, dunque, esprime quanto l’edificio consumi in più o in meno rispetto all’edificio di riferimento, ovvero in condizioni minime di legge. Un coefficiente di 0,4, come nel caso della Classe A4, significa che la casa consuma il 40% in meno rispetto all’edificio di riferimento.

Come migliorare la classe energetica della casa

Migliorare la classe energetica non deve essere visto come un costo, ma come un investimento ad alto rendimento. L’approccio vincente è quello che viene chiamato Envelope First (letteralmente, prima l’involucro): focalizzarsi prima sulla tenuta termica dell’edificio; dopotutto installare un sistema di riscaldamento o raffreddamento potente risulterebbe poco utile se il calore esce o entra dalle finestre.

Miglioramenti strutturali

L’isolamento è dunque la chiave per raggiungere i più alti standard di classificazione energetica. In questi termini, gli interventi più efficaci sono solitamente:

  • il cappotto termico: un sistema di isolamento che applica pannelli isolanti alle pareti di un edificio per eliminare ponti termici e migliorarne l’efficienza energetica

  • la coibentazione del tetto: un sistema di isolamento che installa materiali specifici (lana di roccia, sughero, poliuretano, polistireno, etc) per creare una barriera che impedisce al calore di disperdersi in inverno e di entrare in estate

  • la sostituzione degli infissi: tipicamente l’intervento con il miglior rapporto costi/benefici, prevede l’aggiornamento di infissi e serramenti con modelli più moderni e performanti

L’ammodernamento degli infissi rappresenta spesso una delle prime soluzioni da porre in essere per migliorare la performance energetica ed il comfort abitativo di una abitazione. Si tratta infatti tipicamente di una spesa inferiore rispetto ad interventi su tetto o pareti ed ha un impatto più rilevante a livello di efficientamento energetico.

L’applicazione di infissi in alluminio a taglio termico e l’utilizzo di vetri tripli, come nel caso della serie TOP TB Domal, permette di abbassare drasticamente la trasmittanza termica totale, riducendo il fabbisogno energetico dell’immobile e permettendo di raggiungere una classe energetica migliore.

Upgrade impiantistici e rinnovabili

Una volta isolato l’involucro, è possibile concentrarsi sull’efficienza degli impianti, in particolare le soluzioni più comuni sono:

  • pompe di calore: sostituiscono le caldaie a gas sfruttando l’energia termica dell’aria o dell’acqua

  • ventilazione meccanica controllata (VMC): è tipicamente indispensabile negli edifici NZEB ad alto isolamento e garantisce un ricambio d’aria senza scambio di calore

  • pannelli fotovoltaici: per produrre l’elettricità necessaria ad alimentare gli impianti esistenti (totalmente o in parte)

Un ulteriore step è poi rappresentato dall’introduzione di elementi di domotica atti a governare in maniera intelligente l’utilizzo degli impianti ed i relativi flussi di energia, ottimizzando il consumo e le dinamiche termiche dell’edificio.

La certificazione APE

Per certificare la situazione energetica dell’immobile ed eventualmente aggiornarne lo stato a seguito di interventi di efficientamento, si utilizza l’Attestato di Prestazione Energetica, comunemente conosciuto come APE.

Si tratta di un documento ufficiale di validità standard di 10 anni e deve essere redatto da un tecnico terzo e indipendente.

L’APE è obbligatorio per:

  • compravendita o locazione di immobili

  • accesso a detrazioni fiscali (Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni, etc)

  • fine lavori di una nuova costruzione o di una ristrutturazione importante

Scopri di più sulla certificazione APE in questo articolo dedicato.

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