
Certificazione CAM: cos'è e perché è importante in edilizia
Scopri la guida completa alla certificazione CAM in edilizia, quali sono le normative vigenti e i criteri minimi. Affidati ai professionisti!
Quando si parla di certificazione CAM (Criteri Ambientali Minimi) ci si riferisce a una serie di parametri e requisiti ambientali che sono diventati obbligatori in edilizia pubblica.
Essi valgono per ristrutturazioni, costruzioni ex novo, ma anche manutenzioni e lavori edili in genere. Lo scopo dichiarato è quello di rendere l’edilizia sempre più sostenibile e ridurne l’impatto ambientale in tutte le fasi, dalla progettazione, alla produzione dei materiali e dei prodotti, dalla costruzione alla demolizione e lo smaltimento.
Che cos’è la certificazione CAM
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano le specifiche tecniche definite dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Si tratta dello strumento principale del Green Public Procurement (GPP), l’approccio che impone alle pubbliche amministrazioni di integrare criteri ambientali in tutte le fasi dei processi di acquisto di beni, servizi e lavori.
Non si tratta, dunque, di una certificazione vera e propria, ma del complesso di criteri da rispettare per ridurre l’impatto ambientale del settore edilizio in tutte le fasi di pertinenza. L’obiettivo è duplice:
Ridurre l’impatto ambientale degli acquisti pubblici lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei servizi
Promuovere l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di prodotti e servizi a basso impatto ambientale, stimolando un’economia green
La loro importanza è sancita dal Codice dei Contratti Pubblici, che rende i CAM obbligatori per qualsiasi lavoro di edilizia pubblica. Che si tratti di una nuova costruzione, una ristrutturazione o una manutenzione, è imperativo che il progetto ed i materiali impiegati siano conformi ai requisiti CAM, con un effetto a cascata su tutta la filiera edilizia.
Questi criteri riguardano in particolare:
i materiali, che devono avere una parte minima proveniente da materiali di recupero o riciclata e non devono contenere sostanze tossiche per le persone
la progettazione, che deve tenere conto dell’impatto ambientale dei materiali e dell’edificio stesso
i processi produttivi, che devono rispettare alcuni standard ambientali, di sicurezza, di prestazione e di qualità
la manutenzione, che va eseguita anch’essa in maniera che vengano rispettate alcune norme di salvaguardia ambientale
lo smaltimento dei materiali di scarto a fine cantiere, che va fatto in modo adeguato a seconda della pericolosità, tossicità o rilevanza ambientale
Il Decreto CAM Edilizia: la normativa vigente
Il principale riferimento normativo è il cosiddetto Decreto CAM Edilizia, ovvero il D.M. 256 del giugno 2022, in vigore dal dicembre dello stesso anno. È proprio questo testo che individua e stabilisce i criteri ambientali minimi per l’affidamento di appalti di edilizia pubblica a privati. Il decreto è stato poi aggiornato e corretto nel 2024.
La norma integra e rinnova il precedente D.M 11 ottobre 2017 e definisce le regole relative agli appalti pubblici per:
l’affidamento del servizio di progettazione di interventi edilizi
l’affidamento dei lavori per interventi edilizi
l’affidamento congiunto di progettazione e lavori per interventi edilizi
Il testo del Decreto CAM Edilizia è strutturato in diverse sezioni che coprono l’intero processo costruttivo, dai requisiti per l’edificio alla scelta dei singoli componenti. Per ogni categoria di prodotto o processo, vengono definiti dei criteri base (obbligatori) e dei criteri premianti che, se soddisfatti, possono offrire un vantaggio competitivo all’interno delle gare d’appalto.
I principali macro-criteri ambientali per l’edilizia includono:
Specifiche tecniche per gli affidamenti di servizi di progettazione e lavori:
Qualità ambientale e prestazionale dell’edificio: requisiti di isolamento termico, isolamento acustico, benessere termo-igrometrico, illuminazione naturale e qualità dell’aria interna
Contenuto di materia riciclata/recuperata/sottoprodotto nei materiali: è uno dei criteri più impattanti sulla scelta dei prodotti
Sostenibilità dei materiali: provenienza, riciclabilità e assenza di pericolosità
Gestione dei rifiuti di cantiere
Utilizzo delle risorse idriche ed energetiche in cantiere
Criteri per l’affidamento dei lavori
Criteri di valutazione dell’offerta
Il riferimento alla COM (2020) 98
Le norme presenti nel Decreto CAM Edilizia si ispirano, come espressamente dichiarato nel documento stesso, al concetto dell’economia circolare e fanno seguito a richieste comunitarie in materia di sostenibilità ambientale. La norma europea di riferimento è in particolare la COM (2020) 98 “Un nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Per un’Europa più pulita e più competitiva”.
Nel documento vengono elencati alcuni dei “goal” (obiettivi) dell’Agenda 2030, il documento dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, che l’applicazione delle norme si prefigge di raggiungere.
Tra quelli maggiormente attinenti l’edilizia ci sono:
GOAL 6, che riguarda l’acqua pulita ed una sua gestione adeguata allo scopo di garantire a tutti accesso a servizi igienico sanitari minimi
GOAL 7, riguarda l’energia pulita, e il suo utilizzo su larga scala
GOAL 9, che riguarda le imprese, le infrastrutture e l’innovazione delle stesse in chiave di sostenibilità
GOAL 11, che invece pertiene le città e le comunità, sempre in chiave di sostenibilità
GOAL 12, su consumo e produzioni responsabili
GOAL 13, lotta al cambiamento climatico.
I CAM sugli infissi - criteri ambientali minimi per porte e finestre
Gli infissi e i serramenti, che siano porte, finestre, scorrevoli o perfino facciate, sono componenti chiave dell’involucro edilizio e, in quanto tali, sono soggetti a specifiche e stringenti requisiti all’interno dei CAM edilizi.
La loro scelta influenza direttamente la sostenibilità di un progetto edilizio, determinandone soprattutto le performance energetiche.
I CAM che riguardano questa componente sono essenzialmente pertinenti i materiali e la loro funzione.
In particolare si fa riferimento a:
Prestazioni termiche: gli infissi devono garantire valori di trasmittanza termica (Uw per finestre, Ud per porte) conformi o migliori rispetto ai limiti imposti dalla normativa nazionale, che varia a seconda della zona climatica. In Italia sono state individuate sei diverse zone climatiche che sono distinte in base ai cosiddetti gradi giorno, cioè la differenza tra temperatura interna e temperatura media giornaliera sommata per tutti i giorni dell’anno.
Tenuta all’aria, all’acqua e resistenza al vento: i serramenti devono soddisfare classi minime di prestazione definite dalla UNI EN 12207, UNI EN 12208 ed UNI EN 12210. Ad esempio, finestre e porte a battente devono avere una permeabilità all’aria di classe 3.
Prestazioni acustiche: i serramenti devono rispettare i requisiti di isolamento acustico stabiliti per il potere fonoisolante di facciata (D2m,nT,w), che dipende anche dal potere fonoisolante degli infissi (Rw).
Contenuto di materia riciclata, recuperata o sottoprodotto: è tipicamente il criterio più sfidante per i produttori in quanto impone che i serramenti contengano una percentuale minima di materiale riciclato o recuperato. Naturalmente la conformità deve essere dimostrata da certificazione di prodotto, come attestati di conformità, certificazioni terze o naturalmente una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) conforme alla UNI EN 15804.
Assenza di sostanze pericolose: i serramenti non devono rilasciare sostanze pericolose per la salute umana o per l’ambiente. Questo include requisiti specifici per le emissioni di composti organici volatili (VOC) in ambiente interno e l’assenza di sostanze vietate come piombo, cadmio o trattamenti particolari.
Le norme relative ai materiali sono poi distinte in relazione al materiale stesso. Gli infissi in PVC, per esempio, devono contenere almeno il 20% di materiale riciclato, in riferimento al peso del materiale usato.
Per l’alluminio invece esiste una deroga speciale. L’alluminio infatti è riciclabile al 100% e pertanto viene considerato implicitamente conforme alle EPD, ovvero la dichiarazione ambientale prodotto, necessaria per tutti i materiali.
I CAM poi delineano anche altre caratteristiche necessarie per gli infissi, che riguardano la funzionalità e la durata, che sono a loro volta criteri fondamentali nello stabilire la sostenibilità di un prodotto.
Come si dimostra la conformità ai CAM?
Come già detto, i CAM non sono una certificazione, pertanto la conformità ai vari criteri ambientali minimi va dimostrata attraverso la produzione e la verifica di documentazione specifica per il settore o prodotto di cui si tratta.
Nel caso degli infissi, la documentazione necessaria include:
le schede tecniche in cui si specificano le caratteristiche prestazionali della porta o finestra, a supporto dei criteri che non necessitano di certificazioni esterne
le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), verificate da enti terzi indipendenti, che forniscono tutte le informazioni sulla sostenibilità dei materiali, sul loro impatto ambientale e sono verificabili e tracciabili
le Certificazioni di Prodotto, ovvero attestazioni di conformità alle norme prestazionali - come per esempio la UNI EN 14351-1 per le tenute
le Certificazioni di Contenuto Riciclato, rilasciate da terze parti, che attestino la conformità di materiali e processi produttivi (per esempio Ecolabel UE, ReMade in Italy ed altre certificazioni di filiera)
nel caso di materiale in PVC, ha valore la VinylPlus Product Label, attestante la conformità del materiale riciclato
Va poi anche dimostrata la tracciabilità dei processi produttivi, sia dei materiali, sia del prodotto stesso, per esempio in conformità con la norma ISO 14001, che tratta dei sistemi di gestione ambientale.
Infissi DOMAL e compliance ai CAM
Domal si posiziona come un partner strategico ideale per i professionisti che devono affrontare i requisiti dei CAM, offrendo vantaggi competitivi significativi.
Alluminio riciclato all’avanguardia: è il punto di forza più evidente in relazione ai CAM. Grazie all’appartenenza al gruppo Hydro, Domal utilizza ampiamento Hydro CIRCAL, un alluminio prodotto con un minimo garantito del 75% di alluminio riciclato post-consumo, con la possibilità di arrivare al 100% grazie ad Hydro CIRCAL 100R.
Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD): Domal fornisce EPD specifiche per le proprie serie di sistemi in alluminio. Questo permette una trasparenza totale sull’impronta ambientali dei prodotti e semplifica il processo di verifica alla conformità dei CAM.
Prestazioni termiche e acustiche di alto livello: i sistemi Domal sono sviluppate con tecnologie a taglio termico avanzate che permettono di raggiungere valori di Uw e Ud estremamente bassi, ben al di sotto dei limiti CAM e dei requisiti di legge. Analogamente, la cura delle guarnizioni permette di garantire un elevato isolamento acustico, assicurando non solo la conformità, ma anche un comfort abitativo superiore.
Durabilità e riciclabilità: l’alluminio è intrinsecamente durevole e riciclabile all’infinito. Questo si allinea perfettamente con i principi CAM sulla durabilità dei prodotti e sulla circolarità dei materiali.
Affidabilità della filiera: in Domal la garanzia di qualità non riguarda solamente la produzione, ma anche l’installazione. Attraverso la rete dei Maestri Serramentisti, formati e qualificati per una posa in opera secondo UNI 11673, è possibile installare correttamente i serramenti ed evitare di vanificare le loro prestazioni intrinseche.
Supporto e documentazione: Domal fornisce a progettisti e serramentisti tutta la documentazione tecnica necessaria per facilitare la specifica e la dimostrazione di conformità.
I Criteri Ambientali Minimi rappresentano una svolta nel settore edilizio e impongono standard di sostenibilità sempre più elevati. Per professionisti e clienti finali, scegliere un partner come Domal significa non solo soddisfare i requisiti normativi vigenti, ma anche ottenere performance all’avanguardia e un miglior comfort abitativo.
Per informarti su tutta la nostra offerta di prodotti e servizi ti invitiamo a contattarci!